E la chiamano privacy…

Un valido esempio di classico mercante che deve tenere una contabilità

In Italia il tema della protezione dei dati personali ha preso piede ed è divenuto d’attualità quando la Comunità Europea ha iniziato ad emanare delle direttive su questo tema. Ogni stato dell’Unione ha emanato una legge nazionale in alcuni casi aggiornando quelle già esistenti e anche l’Italia come è noto ha proceduto a scrivere una prima legge nazionale nel 1996 e poi nel 2003. Il tema della protezione dei dati personali riguarda diversi aspetti tra loro contigui (ovviamente) ma anche profondamente distinti:

  • il tema delle libertà fondamentali, ovvero il fatto che il dato personale è un elemento che costituisce una parte fondamentale dell’identità umana e che quindi ogni persona ha il diritto di mantere un controllo sui dati che lo riguardano;
  • il tema della tutela dallo Stato dei dati personali: lo stato tratta i dati personali dei propri cittadini solo in quanto siano necessari per il perseguimento di fini espliciti (corollario del principio di stato di diritto);
  • il tema delle nuove tecnologie, vale a dire che il progresso tecnologico consente operazioni che prima non erano possibili e al tempo stesso rende possibile operare in modo del tutto nuovo con i dati personali. Pertanto quest’attività deve essere regolata in modo trasparente.

Trovo che il terzo punto abbia una contiguità notevolissima con quanto avvenuto in passato e nel medioevo con la matematica e la contabilità.

Nel corso della mia attività professionale ho spesso spiegato in convegni, articoli e ai miei clienti, che l’attività che dovevano svolgere per documentare il proprio sistema informativo era del tutto analoga a quella che compivano rispetto ai temi contabili e finanziari. Le scritture contabili ovviamente possono essere tenute in varie maniere (è prova di questo il fatto che in ogni nazione le regole possono e sono, in alcuni casi, differenti). Tuttavia una è la maniera prescritta, identica per tutte le società (e non solo le società) che operano in Italia e sono sottoposte quindi alla legge nazionale. Nonostante questa imposizione, nessuno (salvo rarissimi casi peculiari), si lamenta dell’obbligo di redigere la contabilità in un dato modo, perché questo obbligo è per tutti anche uno strumento di utilità insopprimibile: innanzitutto è uno strumento di auto-analisi, ma in secondo luogo l’elaborazione delle informazioni in modo uguale e identico consente anche alle persone di essere (quando necessario) sostituibili senza traumi: non è necessario un corso di iniziati per sapere come la contabilità viene tenuta nella società Barabba!

Per quanto riguarda il sistema informativo di una società quello che si è iniziato a costruire per la protezione dei dati personali è la stessa cosa: dato che oggi gli apparati elettronici (le così dette nuove tecnologie) sono una parte essenziale delle informazioni societarie e sono un ganglio vitale della società, è opportuno che le informazioni su questa parte della società non siano più depositate presso alcuni uomini oscuri che vivono in una stanza compiendo operazioni del tutto sconosciute a chi questa società la amministra, le informazioni vitali devono essere patrimonio comune e noto agli amministratori. E questo patrimonio deve essere organizzato in un modo codificato in modo da rendere sostituibili le persone e chiare le informazioni.

Questo fenomeno trovo sia somigliante e non poco a quanto è avvenuto a suo tempo in Europa, in particolare in Italia e a Firenze sul tema delle scritture contabili che ogni mercante doveva tenere nel proprio banco. La matematica finanziaria si era sviluppata e rendeva possibili cose che prima erano impensabili, ma questa maggiore opportunità conteneva anche degli evidenti rischi: i mercanti che non potevano pagare i debiti dovevano ricostruire la loro posizione e questo non era facile o possibile se le informazioni erano organizzate in modo oscuro o del tutto personalizzato. Da lì lo sappiamo, il passo verso la codificazione di metodi di lavoro e di regole sulla contabilità è stato in parte lungo ma concettualmente breve.

Autori: maragines

Ha vissuto in più di tre città d'Italia non solo per ragioni lavorative, si è laureato in giurisprudenza e continuando a ricordarselo ha cominciato ad occuparsi di protezione dei dati personali di sistemi informativi, di metodo, e di organizzazione. Fatalmente è divenuto l'avvocato per tutti quelli che si paralizzano davanti ad una legge (ma non è avvocato e non desidera esserlo), e un informatico per tutti quelli che non sanno distinguere una banana da un computer (ma non è un informatico e si guarda bene dal divenirlo).

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